Zondini BlogRiportando Tutto A Caso

Alias Zondini

Alias Zonini

Zondini et Les Monochrome su Il Manifesto! “Ai Confini Tra Pop E Racconto – Dopo la candidatura al Premio Tenco il cantautore cesenate dà alle stampe un concept che quasi fonde i confini tra l’indie pop italiano e il racconto letterario”. Grazie Alias.

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Shooting Audrey

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Alberto del Moquette Bar Forlì è stato così gentile da ospitarci nel suo locale per girare la prima parte del nostro prossimo video, diretto e curato da Matteo Bevilacqua. Le felici coincidenze non sono mancate. Una volta trovati all’ingresso del locale mi accorgo di una strana mail: un giornalista mi segnala l’uscita di un articolo su di noi apparso sul Manifesto, e mi chiede l’album per… Come non fossimo già sufficientemente gasati. L’amico Augusto Betiula é stato così gentile da scattare alcune foto. Ecco delle anticipazioni dal backstage. Penso che non proveremo più Audrey per almeno tre mesi!

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Showcase Invisibili

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Grazie all’irrefrenabile impeto del nostro chitarrista Gennaro Spaccamonti in poco più di due settimane abbiamo deciso, in modo del tutto estemporaneo e improvvisato, di accogliere la pubblicazione del nostro album Chansons Invisibles con uno showcase acustico al Moquette Bar di Forlì. Abbiamo riproposto tutti brani dell’album con uno sguardo al passato (Forcine) e una sbirciatina al futuro (Io). Ecco alcune testimonianze video dell’evento grazie alle riprese di Jessica (in sala c’era più oscurità che nei concerti di Mark Kozelek). Enjoy the show.

  1. La Ballata del Bidente
  2. Carpe Diem
  3. Il Mondo di Lloyd
  4. Karina
  5. Audrey
  6. Forcine
  7. Io
  8. Telefono Senza Feeling
  9. Ippodromo Palindromo
  10. Vecchia Romagna – Omina Vincit Amor – Nouvelle California (Bis)
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Omnia Vincit Amor

AMORE

Mi ha un po’ sconcertato vedere che qualcuno ha già caricato la nostra “Omnia Vincit Amor” su YouTube. Sconcertato positivamente. La canzone è amata e merita di essere condivisa. Non mi piaceva però affidarla a quattro minuti di schermata nera, quindi mi sono messo a giocare un po’ con il video editing. “Omnia Vincit Amor” parla della notte.

Una notte urbana, apocalittica e infinita, che si illude di rimanere in bilico sull’orlo del precipizio per sempre, salvata da un unica potentissima promessa: l’amore. Una città senza tempo, un po’ come Alphaville, il film di Jean-Luc Godard, tratto dal saggio di Jorge Luis Borges “Nueva refutación del tiempo”. Per questo mi sono affidato alle sequenze della pellicola per offrire un possibile contesto a questa storia. Enjoy the show.

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Francesco su tutto

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“Allora, ti dico la mia su tutto?”. A parlarmi è Francesco. Suona in una band romana che stimo da tanto tempo. È sempre stato molto critico, quindi mi appresto a ricevere il suo riscontro con un po’ di timore. Un po’ come quando escono le recensioni su Rock.it.

“Il giudizio è… positivo! Il disco è bello, è suonato bene e la voce è di quelle che funzionano. Pulita chiara, espressiva, alla Lele Battista. Che per me è un complimentone, eh! Mi piace tanto che l’avrei sottolineata di più, soprattutto nei primi pezzi. La seconda parte del disco mi sembra più fresca della prima, in tutti i sensi: come arrangiamenti, come melodie, come suoni, come partiture. Questo secondo me è molto importante perchè secondo me la canzone si stampa in testa con una serie di “paraculate” che sono la melodia che funziona (e quando funziona la melodia non c’è un cazzo da fà), il riff (alla Supersonic-Disco 2000), l’arrangiamento particolare, parti del pezzo che possono essere suoni che catturano, fraseggi che conquistano, cose così. E di quest’ultima parte il tuo disco è davvero ricco. Io sono un appassionato dei suoni fuori campo che fanno ambiente, quindi cose come i telefoni, il cinguettio mi fanno impazzire. La prima parte è forse troppo omogenea nel mood (ci serviva un chitarrino alla Marr, o qualche riffettino easy alla primi Pulp). Io dalla Ballata del Savio in giù mi ricordo sempre qualcosa di ogni brano dei primi faccio un po’ di difficoltà. Questo per dire che forse, l’unica cosa che avrei cambiato, è la scaletta. Pronuncia, intonazione e respiro sono perfetti. La voce non ha un timbro inconfondibile alla Liam Gallagher ma funziona. Quando canti “non tengo dinero”… vinci su tutto!”.

Se oggi mi è scappata qualche lacrimuccia, sapete a chi fare la colpa. Grazie Francesco.

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Augusto e Martine

Augusto e Martine sono due amici speciali. Ci siamo conosciuti frequentando più o meno gli stessi concerti. Ragazzi molto affabili, sognatori, modesti, è scattata da subito una forte intesa. Augusto Betiula è un fotografo professionista, ed è stato così gentile da documentare la prima parte di registrazione di “Chansons Invisibles” allFH Studio. Farli aspettare altri due giorni per ascoltare l’album mi sembrava sgarbato, no? Buon fine settimana amici musicali.

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Testi Invisibili

Zondini Testi

I testi di Chansons Invisibles sono nati in una notte d’inverno, in pieno dicembre, in particolare con un brano chiamato “Vecchia Romagna”, una piccola ampolla in cui ho riposto desideri, ricordi, emozioni che erano cresciute in me molto lentamente e avvertivo di dover dipingere sotto forma di canzone. Non sapevo in quel momento che di lì a poco si sarebbe formata una band e la mia avventura sarebbe proseguita in modo tutt’altro che solitario. Pian piano è nato questo album diviso tra Hollywood e Romagna, tra la voglia di guardarsi dentro e tendere una mano al pubblico. Ecco in anteprima i testi delle canzoni.

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Gemis

Chansons Invisibles

Ebbene sì. Alcuni amici fidati hanno iniziato ad ascoltare le nostre nuove “Canzoni Invisibili”. Ecco le impressioni di Gemis, una bravissima violinista che ci terrei molto ad avere nel prossimo lavoro. Grazie Gem!

“Un sound pop-rock pervaso di un ottimismo palpabile, ma velato di una sottile vena malinconica e un po’ cinica, ferma a contemplare l’imperscrutabilità del reale, la sua fugacità. Unosguardo che rende cose, persone, vissuti e luoghi consueti in forma di dolci aneddoti scanzonati, che si alternano a vivaci flash di vita vissuta e non vissuta. Istantanee che si materializzano poco a poco lungo il filo di una desolata e caotica poetica del quotidiano, fino a comporre il quadro colorato, bizzarro, triste e affascinante dell’esperienza. L’incipit della “Ballata del Bidente” richiama il refrain di Brimful Of Asha. La mia canzone preferita è Carpe Diem. Mi è piaciuto soprattutto il tema dello “straniero / che stravolge il tuo pensiero”. Il cantato è intellegibile. Bravi per la leggerezza e gradevolezza di tutto e per la pregnanza di alcuni passaggi testuali. Ne risulta un album godibile e un messaggio genuino, sincero, a cui viene naturale aderire con immediatezza. È bellissimo che sia tutto opera vostra. Notevole.”

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Scalette Invisibili

Chansons Invisibles

Uno dei miei primi eroi musicali è stato Paul McCartney. Lo è tutt’ora. Un giorno comprai un bellissimo libro illustrato: tantissime fotografie su carta patinata, molte curiosità, una copertina rigida plastificata.

Chissà che fine ha fattoquell’antologia. In fondo al libro veniva riportata tutta la discografia di Paul. Non potevo permettermi di acquistare tutti quegli album. Tornavo di tanto in tanto a rileggermi i titoli delle canzoni cercando di immaginare come sarebbero state le canzoni. Penso che sia stato proprio quel libro a far maturare una sorta di feticismo nei confronti delle scalette dei dischi. Ecco quella del nuovo album di Zondini et Les Monochrome.

CHANSONS INVISIBLES

01. Il Mondo di Lloyd
02. Carpe Diem
03. Karina
04. Audrey
05. Telefono Senza Feeling
06. La Ballata del Bidente
07. La Ballata del Savio
08. Vecchia Romagna
09. Ippodromo Palindromo
10. Omnia Vincit Amor

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Neve Nelle Vene

Zondini

Per un attimo ho veramente creduto che avrebbe nevicato, una volta uscito dallo studio. Ho appena terminato di incidere le ultime due canzoni assieme a Simona, con la preziosissima assistenza di Marco. Le voci. Ci siamo divertiti, siamo stati attenti, precisi e diligenti, ci siamo lasciati andare a qualche imprevisto e creativo colpo di genio.

Per un attimo ho creduto che avrebbe nevicato. Ci sarebbe stato tutto alla fine di questa avventura, queste canzoni invisibili. Invece tanta acquetta, che non riesce neanche a gelare. Nessuna traumatica epifania, un sicuro ritorno a casa dalle colline in cui si trova l’accademia. Tutto è nato in una stanzetta, ed è finito in una sala di registrazione dopo mesi di prove e il supporto di tanti amici. Gennaro, Nico, Andrea, Fanto, Simona, Marco e tanti altri che ci hanno sostenuto. Tanti frammenti di stelle esplosi nel cielo come coriandoli che ora attendono di essere raccolti e legati come perline. Ancora poco. Poi sarà un piacere scintillare con voi.

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